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"Qualunque alunno usa Google, ma non tutti sanno come utilizzare al meglio le parole chiave e gli altri motori di ricerca specializzati, o cercare per concetti complessi e meno ancora sono quelli in grado di estrapolare le nozioni dalle ricerche. Questa è la dimensione cognitiva. La dimensione etica, invece, comprende anche l'’educazione alla cittadinanza e riguarda la sfera sociale. Per esempio: quasi tutti hanno un profilo su Facebook, ma quanti sanno come si modera un forum, come si crea un blog, o come ci si comporta in rete e si gestisce la propria personalità pubblica online? Sono pochi, poi, coloro che collaborano attivamente a progetti condivisi come Wikipedia." Come si comprende, ogni dimensione è strettamente legata alle altre. La cittadinanza non può prescindere dalle conoscenze tecnologiche, per esempio su come si gestisce l’'home banking o su come si prevengono virus informatici che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dei dati. "Più che dal punto di vista tecnico quindi, gli studenti vanno istruiti sulla consapevolezza d’'uso: da qui si deve poi passare all'’utilizzo sensato dei media, il che significa diventare un cittadino che trae vantaggio da questi strumenti". Su come trasformare la teoria in pratica all’interno delle classi, il dibattito è aperto. (La scuola digitale Paolo Ferri)

 
 
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